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El Blog de la Polilla Cubana
para compartir contigo noticias de Cuba y del mundo

Categoría: Solidaridad con Cuba

09/01/2009 GMT 1

Santiago de Chile: celebración del Cincuentenario de la Revolución Cubana

polillabaez @ 01:18

Queridos amigos de Cuba y el mundo:

Lo primero que quiero contarles con un tremendo orgullo, que en Santiago de Chile la celebración del Cincuentenario de la Revolución Cubana se celebró en la plaza más central de la capital, organizado por el Movimiento Chileno de Solidaridad con cuba, en el que ocupa un lugar muy reconocido el Comité Gladys Marín M.

El Acto de la Plaza de Armas del día Viernes 2 de Enero resultó una celebración jubilosa y multitudinaria; la gente empezó a llegar antes de las 18.00 hrs., y una columna de simpatizantes irrumpió en el lugar, marchando desde Av. Alameda con el paseo Ahumada, portando banderas chilenas, cubanas, de colectividades politicas y organizaciones sociales y sindicales que simpatizan con la Revolución. Allí venían las banderas del PC, del Mapu, del PH, de la IC, del PS, pancartas alusivas, lienzos, alegría y la presencia de un amplio espectro ideológico, coreando canciones de homenaje y consignas de apoyo a la Revolución cubana.

El evento se realizó además con la participación de stands temáticos a cargo de algunos comités de solidaridad con Cuba, que desde las 17.00 hrs. entregaron al público abundante material impreso con informes de diferentes temas relacionados con la realidad de Cuba: "El Bloqueo de EE.UU." contra la Isla, "El Terrorismo Anticubano", "La Verdad Sobre La Emigración en Cuba", "Los Cinco Patriotas cubanos presos políticos en EE.UU." y "Las Elecciones en Cuba", "La Salud en Cuba", "La Educación en Cuba", y "El Deporte en Cuba".

En un engalanado escenario estuvo la presencia y conducción del actor Aníbal Reina, y sus siempre aplaudidas cualidades declamatorias, con la actuación de algunos artistas como el aplaudido folklorista Francisco Caucamán y el Colectivo de Danzas Andinas de Santiago que presentó un Tinkú, (danza que alegoriza la resistencia indígena). Se alternaron las presentaciones artísticas con las lecturas de los correos de muchas organizaciones sociales que desde las provincias adhirieron a la celebración.

A cargo de expresar el saludo chileno al pueblo cubano en esta celebración, estuvo el compañero Guillermo Teiller, Presidente del Partido Comunista de Chile, y el saludo de Cuba a los santiaguinos estuvo a cargo de Maira Ruiz, Embajadora Suplente.

Finalmente, el popular Conjunto Juana Fé de nuestra capital entregó su actuación musical, con la que el público cantó y bailó en este Acto de Homenaje, en el que la alegría y los momentos emotivos fueron importantes protagonistas, prolongándose la celebración hasta pasado las 21.00 hrs.

El financiamiento de dicho acto de celebración se hizo con una campaña de bonos de cooperación a la que adhirieron los amigos del Movimiento Chileno de Solidaridad con Cuba en Santiago.

Al día siguiente, Sábado 3 de Enero a medio día, como continuación de la celebración, se realizó una caravana de vehículos, adornados con afiches, banderas chilenas, cubanas, y parlantes, para recordar a los santiaguinos la importancia de la fecha. Luego de recorrer algunas calles de la capital, llegamos a la Embajada de EE.UU. para presentar una carta dirigida al Presidente electo Barack Obama . En dicha carta exigimos el cese del bloqueo económico a Cuba por parte de EE.UU., y la libertad de los cinco patriotas presos políticos en cárceles norteamericanas.

Luego de entregar la carta para el Presidente Obama nos dirigimos a la Embajada de Cuba para saludar a su Embajadora y al personal de la Embajada, donde expresamos nuevamente el saludo y compromiso de nuestro pueblo con la Revolución Cubana, ¡¡ Cuba, Cuba, Cuba, Chile te saluda!!, y la Embajadora también nos dirigió algunas palabras, que recibimos con un muy entusiasta ¡¡venceremos!!

Finalmente, cada uno volvió a su casa con la tremenda tranquilidad de haber saludado esta fecha importante con la dignidad y nivel que la Revolución Cubana merece.

04/01/2009 GMT 1

Cuba: andateci subito, andateci presto

polillabaez @ 06:00

No creo  necesario traducir este texto que nos envía desde Italia nuestra colaboradora Miranda Vallero, en el que Laura Guglielmi cuenta las experiencias vividas en un reciente viaje a Cuba...

malecon.jpgEn él descubrirá  la certeza de un criminal bloqueo, la alegría de un pueblo que construye y que, finalmente la dejó "de buen humor y con una predisposición positiva hacia la vida que no querré perder".

 Laura, simplemente, descubrió que Cuba no es lo que los grandes medios de información quieren hacer creer...  

Vengan también a Cuba, pero, por favor, no tienen que apresurarse: nunca encontrarán el malecón lleno de Mc Donald...

Cuba: andateci subito, andateci presto

Laura Guglielmi racconta la sua esperienza all'Avana. Un viaggio rimandato per più di vent'anni. Un'isola che non finisce di stupirti di Laura Guglielmi
L'AVANA, 29 DICEMBRE 2008

Un appuntamento rimandato da più di vent’anni. Per la maturità, i miei genitori mi regalarono un viaggio a New York. Dopo tre giorni ero già stufa. Irrequieta, con il mito di Kerouac in testa, insieme ai miei amici prendemmo un Greyhound, destinazione Miami. Ma non bastava, volevamo andare a Cuba. Mi misi quasi a litigare, nell’agenzia di viaggi, quando mi dissero che non c’era proprio nessun aereo che partiva dalla Florida per L’Avana. Sapevo che c’era un embargo, ma mai mi sarei aspettata che non ci fosse neanche un volo settimanale. Ebbene cambiammo progetto e decollammo per la Jamaica. Ma questa e tutta un’altra storia. Bella quanto si vuole, ma tutta un’altra storia.
Finalmente sono approdata a Cuba lo scorso novembre, in una notte piena di stelle. Crocevia di pirati, riparo per le navi spagnole gonfie d’oro, da sempre isola ribelle, prima contro gli spagnoli, poi contro gli Stati Uniti, è difficile definire Cuba. Chi ritorna a casa, dopo essere stato immerso nelle sue atmosfere caraibiche, ripartirebbe subito. Non ti soddisfa mai e quando la lasci, già ne senti la mancanza.

Sono stata fortunata perché, in così poco tempo, ho toccato con mano una realtà che richiede molto di più per sentirsene parte. In questo mi ha aiutato l’amico giornalista Aldo Garzia, che ha vissuto all’Avana per tre anni, come corrispondente del Manifesto. Mi ha fatto incontrare italiani che lì vivono da anni, come il bravo fotografo Giuseppe Lo Bartolo, persone che mi hanno messo in mano le chiavi interpretative di Cuba. E poi l’attrice Odalis, il fotografo John, la sua compagna Mercedes, l’imprenditore Mauro. Sono stata a casa di Alberto Granado, il “giovane” che ha fatto il giro del Sud America in motocicletta con il Che. Oggi ha ottant’anni. Ho incontrato tanti italiani e stranieri tutti stregati da quest’isola.

A gennaio ricorre il cinquantenario della rivoluzione dei Barbudos, quel pugno di ribelli che salì sulle montagne della Sierra Maestra negli anni Cinquanta, Che Guevara per primo, mito per generazioni di giovani. Il primo gennaio del 1959 il dittatore Fulgencio Batista fuggì dall’Avana e i rivoluzionari presero il potere. Pensavo di trovare a Cuba un regime poliziesco, persone che non potessero esprimere il proprio dissenso, una cappa che mi seguisse ovunque. Un po’ come mi è successo nel mio viaggio in Cina. Come è sempre avvenuto finora, nel mondo, quando una rivoluzione mossa da ottimi principi si consolida e lascia che siano sempre gli stessi a imperversare al potere.

Invece no, non è stato così. E, nel dire questo, esprimo il mio personalissimo parere, l’impressione di chi non può capire tutto in quindici giorni. So che tanti dissidenti o persone che hanno avuto a che fare con Cuba, potrebbero maledirmi dopo aver letto questo mio intervento. Non bastano anni per capire le dinamiche di quest’isola complessa, la più grande dei Caraibi, lunga più di mille chilometri, con più di dieci milioni di abitanti. Quindi pendetele come le prime impressioni.

In generale sembra che tutti possano lamentarsi del governo, dal taxista che ti porta a spasso allo scrittore che scrive racconti dove si prendono in giro i servizi segreti (Edoardo Del Llano, Unplugged, Gran via). In tanti dicono che le cose devono cambiare, che sono stanchi, che vorrebbero una vita più agiata. Eppure il guidatore di coco, il taxi motocicletta tutto decorato, ha una proprietà di linguaggio e una capacità analitica sulle questioni di politica internazionale che da noi neanche i laureati.

Giuliano Montaldo era in quei giorni a Cuba per girare un documentario sul cinquantesimo anniversario della rivoluzione che andrà in onda sulla Rai a febbraio. L’ho incontrato per caso all’Hotel Nacional, uno dei più affascinati alberghi dell’Avana – stile coloniale anni Trenta -, e nella nostra lunga chiacchierata mi ha raccontato come sia rimasto stupito della cultura della gente comune e dei giovani. Io ho avuto la stessa e identica impressione. A Cuba sembra che tutti abbiano il necessario e quasi nessuno il superfluo. Per necessario io intendo mangiare, casa, luce, gas e telefono, istruzione (e fruizione della cultura) e sanità pubblica, tra le migliori del mondo, la migliore di sicuro di tutta l’America Latina. Pochi hanno la macchina, pochi possono viaggiare all’estero, pochi hanno computer e connessione internet a casa. Anche se in tanti navigano in ufficio. Ebbene le auto con i loro gas di scarico stanno distruggendo il pianeta ed è una fortuna che a Cuba ce ne siano ancora così poche. A me, però, se mi togli la possibilità di viaggiare, mi togli il respiro. E poi internet è una delle poche cose positive delle ultime decadi. In questo li capisco.

Però, però, però, la dignità che hanno i cubani, il loro modo di porsi non li ho trovati in nessun altro Paese considerato povero. Quasi nessuno fa l’elemosina, mi succede di più nella città dove vivo, Genova. Nessuno scruta con avidità nei cassonetti, come ho visto in tante parti del mondo, compresa l’ex-comunista Mosca. Forse perché sono stata a Cuba a fine novembre e inizio dicembre, non in stagione turistica piena, non ho neanche incontrato tantissime jineteras (le donne che in cambio di una cena e di soldi trascorrono una notte con i turisti) e ancor meno jineteros. Però c’erano e vi assicuro che mi ha un po’ stomacato vedere queste ragazze ventenni belle come il sole sedute ai tavoli dei ristoranti con vecchi occidentali cadenti. Forse sono anche stata influenzata nel giudizio da due amici europei – maschi - che vivono lì e mi hanno raccontato quante brutte storie hanno visto: molti loro conoscenti europei e anche qualche donna ci sono cascati e ne hanno sposata/o una per poi portarla/o in Europa, dove tutto è naufragato tra botte, denunce, avvocati e divorzi. Alcuni sono stati ridotti sul lastrico. Ma si potrà mai amare qualcuno se di mezzo c’è l’interesse economico? Ma questo non succede solo a Cuba, anzi altrove è molto peggio.

Un’altra cosa che non mi aspettavo: non c’è nessuna celebrazione del Leader Maximo nel senso tradizionale di tanti Paesi comunisti, non ci sono statue di Fidel da nessuna parte. Imperversano quelle di José Marti, poeta e martire delle guerre d’indipendenza, un po’ il nostro Garibaldi, non mancano celebrazioni a Hemingway. Il Che invece è dappertutto, quasi uno spirito guida, a cominciare da Plaza de la Revolucion: non statue ma murales. Gli alberghi di lusso dell’Avana sono pieni e zeppi di gadget sul Che, come da noi nei centri sociali. Ma questo non succede solo a Cuba, è ancora un’icona per milioni di giovani di tutto il mondo.
Nel museo principale dell’Avana, un po’ annoiata dall’arte coloniale, non vedevo l’ora di arrivare agli artisti degli anni Sessanta e Settanta: ero incuriosita di vedere come se l’erano cavata a Cuba, sicura di trovare orribili ritratti di politici. Mi sbagliavo alla grande, non esiste arte celebrativa, nessuna traccia di socialismo reale nell’arte del Novecento, anzi alcune opere possono essere anche lette in chiave critica.

Un’altra cosa che mi ha stupito: sono stata nella sede cubana dell’Istituto Dante Alighieri, per una conferenza di Mariela Castro, figlia di Raul, l’attuale presidente. Non solo non c’era nessuna scorta di polizia, ma lei - una quarantenne sveglia e intelligente - era lì per parlare dei diritti degli omosessuali e di quello che sta facendo, insieme alla sua associazione, per promuovere presso il governo una sorta di “Dico”. Dopo le persecuzioni che il governo ha fatto agli omosessuali cubani qualche decennio fa, mi sembrava impossibile che la figlia di Roul, nonché nipote di Fidel, dicesse cose che condivido in ogni singola virgola. Dicono che sia lei il futuro di Cuba, per quello che ho visto non avrei niente da eccepire. Anche se non amo i raccomandati.

Insomma Cuba mi ha messo di buon umore, una predisposizione positiva verso la vita che non vorrei disperdere. Sarà perché ad ogni angolo incontri qualcuno che suona e che balla, sarà perché per quindici giorni non ho visto una pubblicità né per la strada, né in televisione. Non è che io ce l’abbia con la pubblicità, fa vivere mentelocale.it così come tanti altri organi di stampa, però provate a stare un po’ di tempo senza essere bombardati da culi, tette, bicipiti che reclamizzano qualcosa. Si sta più a proprio agio con se stessi, e si raggiunge una sorta di pulizia visiva mentale.

Sarà per il melanconia che ispira il Malecon - la mitica passeggiata a mare dell’Avana - in inverno. Sì perché anche lì c’è l’inverno, dove la temperatura scende anche a 25 gradi. Sarà per l’atmosfera cadente degli edifici o per le limousine degli anni Cinquanta che sfrecciano rumorose per le strade. Volevo andare a Cuba prima che tutto questo finisse e ci sono riuscita. Un appuntamento rimandato da più di vent’anni. Lo dice anche la Rough Guide, andateci subito, andateci presto se non ci siete ancora andati, perché tutto cambierà fra breve, quando l’isola entrerà a far parte del mondo globalizzato. Ma i cubani – ribelli e testardi – hanno sempre trovato la loro via e non è detto che il Malecon si riempia di Mc Donald e Pizza Hut, come dicono tutti.

(Los subrayados pertenecen al artículo original)

23/12/2008 GMT 1

50 años no es NADA, 50 años es mucho

polillabaez @ 20:24

Por Tomás Borge

La Revolución cubana al cumplir 50 años le ha otorgado al género humano una lección de vida, decoro y resistencia, algo llamado heroísmo, inigualable.

¿De dónde proviene esta cátedra? Para mi la isla se montó en un caballo para cabalgar en Dos Ríos, donde entregó su sangre el joven poeta, orador y patriota José Martí. Se podría sospechar que buscó el martirio para que Cuba fuera posible.

Después de Martí los revolucionarios cubanos han desafiado el peligro tan solo para convertir a esa isla insolente y dulce, con vocación de antorcha, en deseo vehemente de ser ejemplo.

Fidel no se explica sin Martí. Fidel -luminoso, terco, irreprochable, de lágrima fácil y a ratos enojado- puso deliberadamente en peligro su vida –igual que Martí- no sólo durante la guerra, desafió huracanes e incendios y explosiones y se empecino en decir siempre la verdad y ver bastante más allá de las próximas fechas.

Aunque Raúl Castro brilla con luz propia no sería explicable sin Fidel. Nada sería explicable ni siquiera el faro aventajado del Che, o la singular solidaridad de Cuba, o la protección excepcional durante ciclones y epidemias de la vida humana, sin Fidel.

Más aún: yo creo que los cambios de América Latina –Venezuela, Nicaragua, Bolivia, Ecuador y otros- nacieron en Dos Ríos y en la Sierra Maestra.

50 años es un parpadeo en la historia pero es mucho también por tanta acumulación de júbilo, reciedumbre, lágrimas y sangre.

Algo parecido ocurrió en Venezuela. Sin Bolívar la revolución sería imposible: pero se sabe, Chávez es posible por Bolívar y Fidel. En Nicaragua el FSLN no sería explicable sin Sandino. Pero, me consta, Carlos Fonseca -su principal fundador- fue posible por Sandino y por Fidel.

Cuba es la razón de un abrazo para siempre.


19/12/2008 GMT 1

Documento a Obama solicitando el fin del bloqueo

polillabaez @ 00:29

Parlamentarios brasileños envían documento a Obama solicitando el fin del bloqueo a Cuba

Con la firma de 73 senadores y 224 diputados federales, los parlamentarios del Grupo Brasil-Cuba entregaron este miércoles (17), al embajador de Estados Unidos, Clifford Sobel, un documento suscrito por los congresistas expresando el apoyo incondicional del Congreso Nacional por el fin del bloqueo económico a Cuba. El documento será encaminado al presidente electo de Estados Unidos, Barack Obama.

"En esa manifestación, reiteramos, la decisión aprobada por 185 de los 192 miembros de la Organización de Naciones Unidas (ONU) en Asamblea ocurrida el día 29 de octubre último. El saludo a esta decisión está fundamentado en los principios de la soberanía de las naciones y autodeterminación de los pueblos, inscritos en la Carta de Naciones Unidas", dice el texto que está encabezado por el presidente del Senado, Garibaldi Alves (PMDB-RN).

La presidenta del Grupo Parlamentario Brasil-Cuba, diputada federal Vanessa Grazziotin, dice que los parlamentarios brasileños están aprovechando el momento de la elección de un nuevo presidente en EE.UU. cuya principal bandera de campaña fue el cambio. Por ello, el grupo reunió en un documento suprapartidario los parlamentarios que defienden la autodeterminación de los pueblos, la democracia y que están contra las medidas que están penalizando al conjunto de la población cubana.

El senador Joao Pedro (PT-AM) afirmó que no hay duda de que el bloqueo no resolvió ningún problema político, por el contrario, solo agravó los problemas cubanos. El parlamentario, que cosechó firmas de sus colegas, destacó la gran adhesión al documento, es decir, de los 81 senadores, 73 firmaron.

16/12/2008 GMT 1

Cese ya, esta brutal e inhumana injusticia!

polillabaez @ 05:39

Queridos amigos y compañeros:

En estos tiempos de festividades de fin de año, quiero desearles muchas felicidades y bienestar, con la convicción que nuestras luchas por la libertad de los Cinco, sea una feliz realidad en corto tiempo. Estamos convencidos de no desmayar en esta justa lucha, más al contrario las fuerzas se van congregando cada vez más, en torno a este objetivo de justicia.

Es muy grato poderles escribir después de unas pausadas "vacaciones" personales, lo cual no redunda en que el trabajo de solidaridad con Cuba y con los Cinco, de la asociación APAFAESCUBA, también estuvo de "vacaciones", pues el trabajo se mantuvo muy nutrido. Se cumplió con la propuesta de realizar mensualmente, todos los 12 de cada mes una Jornada de Solidaridad denominada "Ni un mes más de injusticia" por la libertad de los Cinco, cumpliendo con difundir esta causa y los aspectos más saltantes sobre Cuba.

En el mes de noviembre la Jornada se realizó en la ciudad de Jauja, mientras que la correspondiente a diciembre la realizamos en la plazuela de la Inmaculada, en Huancayo. Como es costumbre, se arregló a manera de exposición las gigantografías alusivas a la causa, con banderas y paneles. La Jornada se desarrolló desde las 9 am hasta las 4 pm, y se logró acopiar la suma de 310 firmas de adhesión.

Durante este tiempo (octubre a diciembre), nuestra tarea principal estuvo centrada en acopiar ayuda económica para contribuir con Cuba. Tomando como alternativa, difundir la situación real de la isla al paso de los huracanes y de como el gobierno de E.U. sin el menor escrúpulo y respeto, trató de condicionar su ayuda económica, así mismo las cuantiosas pérdidas materiales que ha sufrido, y de cómo Cuba reacciona ante los problemas de desastre natural acaecidos en otros lugares, dando auxilio y ayuda inmediata, como lo fue en caso del terremoto de Pisco, del 15 de agosto del año pasado, que sufrió mi país. Consideramos que en un gesto de gratitud y reconocimiento, era necesario recordar y/o dar a conocer estos actos de humanismo y solidaridad, de los cuales Cuba es un ejemplo.

Estamos prontos a concretar esta ayuda, la cual definitivamente no es fácil ni sencilla, pero que como asociación, la tomamos como un reto. Mientras que también estamos barajando una lluvia de ideas, para armar nuestro plan de trabajo para el año que en breve comenzaremos, pues es de todos el ferviente deseo de optimizar nuestro trabajo de solidaridad con Cuba y con los cinco, ya que, en cada uno de nuestros corazones, late el deseo ardiente de lograr que, Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando y René retornen YA!!! a su patria,... al seno de sus hogares y que cese ya, esta brutal e inhumana injusticia.

Sé que todos unidos lo lograremos, sólo es menester persistir un poco más en la brega, las condiciones están dadas, pues ya es momento en que la injusticia, calumnia, prepotencia y abuso den paso a la JUSTICIA Y VERDAD, que serán fielmente traducidas en la anhelada LIBERTAD DE LOS CINCO!!!

¡¡¡LOS CINCO VOLVERÁN... SIIIIIIIIII... VOLVERÁN!!!

Con afecto,

Gloria A. Miranda Zamarriego
APAFAESCUBA
Huancayo - PERÚ

06/12/2008 GMT 1

Foro en Concepción "Cuba: 50 Años de Revolución"

polillabaez @ 04:53


En la ciudad de Concepción se realizará un foro denominado "CUBA: 50 AÑOS DE REVOLUCION" y el mismo tiene como objetivo destacar el significado histórico de la victoria revolucionaria del 1º de Enero de 1959 y su trascendencia en las luchas populares, especialmente en la América Latina. Esta actividad se enmarca en las diversas jornadas conmemorativas de ya casi medio siglo de Resistencia, Solidaridad y Socialismo de la tierra de Martí y Fidel.

Solicitamos difundir ampliamente esta información.

ASOCIACION CULTURAL JOSE MARTI DE CONCEPCION

21/11/2008 GMT 1

Te han enviado un mensaje

polillabaez @ 05:33


"Te han enviado un mensaje desde el Formulario de contacto de tu Blog".

Así lees en tu buzón de correos y es como abrir una caja de sorpresas... ¿qué encontrarás alli? ¿Las cansonas y mal intencionadas deyecciones de algún enemigo de la Revolución? ¿los insultos, las mentiras?

No, no siempre... muchos mensajes solidarios, muchos comentarios elogiosos, muchos hermanos en todos los países que nos apoyan, nos animan, elogian a la Revolución y la consideran su faro y guía... Pero este ha sido un mensaje especial... algo que nos llegó en instantes en que el agotamiento nos vencía, en que los problemas nos agobiaban un poco, en que acabábamos de ver las inundaciones en Holguín y comprendíamos que significaba ello para la deteriorada agricultura del país...

Nos hizo llorar mucho leerlo, y a la vez, asumir el trabajo con nuevos bríos, con renovadas fuerzas, con la certeza de que daremos el último aliento en esta tarea que la Revolución nos ha permitido realizar... tejer una enorme red de solidaridad revolucionaria en todo el mundo y poner en los 4 puntos cardinales, en los más alejados -y oscuros- rincones del mundo la fuerza de la voz de la Revolución, del Socialismo. Los dejo con el mensaje de Lidia, una nueva amiga, a la que a través de este texto le estoy respondiendo cuánto agradezco su mensaje:

Nombre: Lidia
Mensaje:

Hola compañera! Gusto de saludarte. De casualidad encontré tu sitio, la alegría del día.

Soy uruguaya, vivo en Suecia, también tengo como tú nietos. Mi hija, hace un año estuvo por tu y mi querida Cuba, se enamoró de su gente.

Me gustó lo que publicaste de los niños. Me recordó a un niño de mi país, cuando fui después de 32 años... Un niño de la calle, de esos que tu Cuba no tiene.

Nos hicimos amigos, quise llevarme de recuerdo una foto. No me lo permitió. Sí pude sacarle a su perro. Niño sin hogar, sin padres, sin escuela, comiendo de los basureros o de limosna. Pero con dignidad. Cuando le pregunté por qué, me dijo: Mi pobreza va conmigo, no se vende. No es nada para mostrar.

Yo solo quería recordarle... No necesito foto. ¿Dónde estará mi niño? ¿Estará vivo?

Lo único certero, es que el gobierno no le solucionó su problema. El de miles, y cada día más.

Volveré a visitarte. ¡Qué hermoso tu trabajo, bibliotecaria!. Yo soy enfermera. Ahora iré a visitar tu imagenes.

Un abrazo a la distancia, mi querida Polilla Cubana

20/11/2008 GMT 1

Algunas novedades en video de Cubainformación TV

polillabaez @ 23:24



José Manzaneda, un hermano de siempre, mantiene desde hace algún tiempo un proyecto solidario con Cuba, una obra, como hubiera dicho Martí, "de infinito amor", que muchos blogueros y medios alternativos de difusión de información vinculan orgullosamente en sus páginas.

Me refiero, por supuesto a Cubainformacion

Hoy la página que se identifica como "una herramienta del Movimiento de Solidaridad con Cuba para informar acerca de la realidad de este país, incidiendo especialmente en los aspectos que de una manera sistemática silencian, censuran o manipulan los grandes medios de comunicación internacionales", nos ha solicitado difundamos algunos de los videos que en los últimos días han puesto a disposición de sus lectores, y toda tarea pasa a segundo plano para colaborar en este noble empeño, y para agradecer, con un abrazo de hermanos, a Manzaneda y a su equipo por esta lucha, diaria, constante, a favor de Cuba. Porque luchar por Cuba es luchar por todo la humanidad.

Gracias, por la solidaridad y el afecto.

El equipo de Cuba coraje

Pedimos a webs y medios alternativos la publicación de esta noticia o del titular de alguno de los videos recomendados, que ya incluye el enlace al propio video.

Algunas novedades en video de Cubainformación TV

a fecha 20-11-2008 www.cubainformacion.tv

Todos los videos (más de 1.500) en Videos por secciones

Concurso Cubainformación

¿Cuba es el único país del mundo sostenible medioambientalmente?

Entrevista


Construyendo otro desarrollo


Huracanes y recuperación


Cultura: la riqueza cubana

Cubainformación: una brecha en el bloqueo mediático

José Manzaneda - Coordinador Cubainformación

Tel.: 94-4151107

cubainformacion@cubainformacion.tv

www.cubainformacion.tv

19/11/2008 GMT 1

Fidel: el encuentro con Hu Jintao

polillabaez @ 23:55

Reflexiones del compañero Fidel: EL ENCUENTRO CON HU JINTAO

Quise hablar poco, pero él me obligó a extenderme más; hice algunas preguntas y fundamentalmente lo escuché.

Sus palabras narraron las proezas del pueblo chino en los últimos 10 meses. Grandes y extemporáneas nevadas, un terremoto que devastó áreas de superficie equivalentes a tres veces la de Cuba y la crisis económica internacional más grave desde la Gran Depresión de los años 30 han golpeado a la inmensa nación de 1 300 millones de habitantes.

Por mi mente pasaba el inmenso esfuerzo del pueblo chino, de sus obreros, sus campesinos, sus trabajadores manuales e intelectuales; el tradicional espíritu de sacrificio y la cultura milenaria de ese país miles de años antes de la etapa colonial impuesta por Occidente, donde emergieron con su poder y sus riquezas las actuales potencias del Grupo G‑7 que hoy hegemonizan la economía mundial.

¡Qué colosal tarea en estos tiempos de globalización caía sobre ese dirigente que tuvo el gesto de visitar nuestra bloqueada, agredida y amenazada patria! ¿No somos acaso un país terrorista entre otros 60 o más que pueden ser atacados preventiva y sorpresivamente? ¡Eso dijo hace ya más de seis años el demencial jefe del imperio, que se reunió en Washington hace cinco días con el G‑20!

China es el único país de ese grupo que puede regular a través del Estado un elevado índice de crecimiento, al ritmo que se propone, no menor al 8 por ciento en el año 2009. La idea que lanzó el último Congreso del Partido fue la de cuadruplicar el Producto Interno Bruto per cápita entre el 2000 y el 2020, medido en valores constantes del 2007, año en que tuvo lugar el Congreso. De eso me habló en detalles. Alcanzaría por tanto el equivalente a no menos de cuatro mil dólares per cápita por año al final de ese período, en condiciones de paz. Pienso que no puede ni debe olvidarse que China es un país emergente, cuyo ingreso per cápita, con mucho menor población cuando triunfó la revolución, no alcanzaba los 400 dólares al año por habitante y fue totalmente aislada por el imperialismo. Compárese con los 20 mil per cápita o una cifra mucho mayor que disfrutan en la actualidad los países capitalistas desarrollados, como Japón, europeos occidentales, Estados Unidos y Canadá. Varios de estos superan los 40 mil dólares per cápita al año, aunque su distribución es sumamente desigual en la sociedad.

Empleando 586 mil millones de sus reservas en divisas convertibles, que se aproximan a los dos millones de millones de dólares, acumuladas a base de sudor y sacrificio, puede enfrentar la actual crisis y seguir avanzando. ¿Existe algún otro país con esa solidez?

El presidente de China, secretario general del Partido y presidente de las Comisiones Militares Centrales del Partido y el Gobierno, Hu Jintao, es un líder consciente de su autoridad y sabe ejercerla a plenitud.

La delegación presidida por él firmó con Cuba doce proyectos de acuerdos para un modesto desarrollo económico, en una zona del planeta donde la totalidad del pequeño territorio de la isla puede ser azotada por huracanes de creciente intensidad, una prueba de que el clima realmente está cambiando. El área afectada por el terremoto en China no rebasaba el 4 por ciento de la superficie de aquel gran Estado multinacional.

Hay circunstancias en que el tamaño del territorio de un país independiente, su ubicación geográfica y el número de sus habitantes desempeñan importante papel.

¿Estaría Estados Unidos, que roba en todas partes inteligencias ya formadas, en condiciones de aplicar una Ley de Ajuste para los ciudadanos chinos similar a la que aplica a Cuba? Es absolutamente obvio que no. ¿Podría aplicarla a toda América Latina? Desde luego que tampoco.

Mientras tanto, nuestra maravillosa, contaminada y única nave espacial prosigue sus vueltas, como repite uno de los más escuchados programas de la televisión venezolana.

No todos los días un pequeño Estado tiene el privilegio de recibir a un dirigente de la personalidad y el prestigio de Hu Jintao. Ahora continuará viaje hacia Lima. Allí habrá otra gran reunión. De nuevo estará presente Bush, esta vez con 7 días menos de mandato.

Se afirma que en Washington, con solo 20 líderes de los países asistentes, las medidas de seguridad propias y las demandadas del anfitrión contra cualquier intento de eliminarlos físicamente, cambió las costumbres y la vida habitual de la ciudad. ¿Cómo será en la gran urbe de Lima? La ciudad sin duda alguna será tomada por los cuerpos armados; moverse será una tarea complicada, pues en ella, además, estarán presentes los agentes bien entrenados de órganos supranacionales de Estados Unidos, cuyos intereses y planes se conocerían muchos años después de transcurridos los períodos presidenciales de los jefes eventuales del imperio.

Le expresé muy sintéticamente algunas apreciaciones de nuestro país sobre el hábito del vecino del Norte, que pretende imponernos sus ideas, su modo de pensar y sus intereses a través de sus flotas, repletas de armas nucleares y bombarderos de ataque; nuestra apreciación de la solidaridad de Venezuela con Cuba desde los momentos más críticos del período especial, y el duro golpe de los desastres naturales. Que el presidente Chávez, gran admirador de China, ha sido el más firme defensor del socialismo como el único sistema capaz de llevar la justicia a los pueblos de América Latina.

En Beijing se guarda un agradable recuerdo del líder bolivariano.

El presidente Hu Jintao reiteró su deseo de seguir desarrollando las relaciones con Cuba, un país hacia el que siente gran respeto.

El intercambio se produjo durante una hora y 38 minutos. Fue cálido, amistoso, modesto, e hizo patentes sus sentimientos de afecto. Lo vi joven, saludable y fuerte. Deseamos a nuestro ilustre y fraternal amigo el mayor éxito en su tarea.

¡Gracias por su estimulante visita y el honor de interesarse por un encuentro personal conmigo!

 

Fidel Castro Ruz
Noviembre 19 de 2008
1 y 12 p.m.

 

Larga balada para los cinco héroes cubanos

polillabaez @ 19:41



En homenaje al heroísmo de Gerardo Hernández, Ramón Labañino, René González, Fernando González Llort y Antonio Guerrero y por los diez años de su heroica y revolucionaria resistencia en las cárceles del imperio.


M á s  t e m p r a n o  q u e  t a r d e,

e l l o s 

¡V O L V E R Á N!

Larga balada para los cinco héroes cubanos
Por Adriana Vega *

¿Me oyes, Gerardo? Nos han separado… Quisiera tenerte cerca y que el surco abierto de nuestra tierra muestre los brotes ambarinos de tu costado herido y mi vacío. Son a menudo los dolores tan amargos que queman y traspasan los silencios. Bueno, sí, qué importa…

Ramón… es tan lejano el canto de la amada que lo llevo prendido en mis recuerdos y en perfumados pétalos sus besos.

Mientras llega Fernando a nuestro encuentro, el escarabajo se escurre entre mis vísceras, duele, abre un ojal y brotan de él flores de flamboyán sencillo y perfumado que se van diseminando como un traje bordado encima de mi cuerpo. Si el sol no nos rechaza tampoco nosotros nos desalentaremos.

¿Sabes? Los cerrojos ahogan mis impulsos mientras miro las noticias del tiránico reino. Avisan sobre sucesos viejos, anuncian nuestra crónica con mentiras, inventan falsedades, desparraman charadas, acertijos, vilezas.

¿Ves las olas ajenas y este cruel navegar en la penumbra con el espectro bailoteando, ángel maligno de sonidos muertos, sin el ron calentito que mi madre invitaba?

Es un tiempo pausado. Perezoso y terrible. Distante, injusto. Pero no te impacientes. Ya vendrán a buscarnos y la cita será arriba, en la cima victoriosa del Turquino donde nos alcanzarán las estrellas y allí mismo, en lo alto, el sol irrumpirá en auroras y saldremos del crepúsculo a la luz para oler en el aire la libertad de la Isla. Entonces cabalgaremos como potros sedientos en la cresta de las olas del mar verdadero, que se descubrirá a sí mismo revelando el ansiado rescate, nuestra emancipación guerrera de vocación cumplida.

Sobre el inmenso cielo de este mundo quebrado no vuelan sólo las aves de rapiña, también algún mirlo silencioso empapa de aleteo y da brisa a la celda y… ¿Antonio, dónde escribes ahora? ¿Alcanzas a ver algo desde el cuadrado negro de la infamia? No. ¿Has comenzado ya a subir por las laderas del Turquino para encontrarte con los Comandantes?

Cuidado, que el viento de la cima no te arrastre y vengas a caer en el infierno alargando tus ojos sin asombro por los asesinos impíos y cebados, capitanes tortuosos del embuste, amantes de la impúdica costumbre de ser malos…

¿Has visto, René, que a las pálidas celdas arriban palomas mensajeras y traen en sus alas recados envueltos en la flor Mariposa para colmarnos de aliento, de amor y de canciones?

En tanto en nuestro pueblo, hermano, hay esperanza, sigue subiendo a lo alto del Turquino, a la Sierra, a las Villas donde el Che los aguarda desparramando guirnaldas de virtud y de hombría, avanzando todos porque Martí los sostiene de tanto cumplir sueños con el verso encendido…

Pero no le digas a nadie que hable de petróleo. Que ese aceitoso oscuro no despierte codicia y nos envuelva en más plumas del espantoso cuervo.

¿Oyes las aguas bajando de los ríos, acariciados por verdes melenas vegetales y a su paso el olor de la tierra mojada en tanto Gerardo bosqueja certidumbres y le narra cuentos a su esperada niña con las hojas de té salpicando la hierba?

¿Escuchas el canto matutino del sinsonte prestándole a Silvio sus trinos musicales para nuestra canción quimera? ¿Y este valiente navegar en las penumbras con un sol radiante en nuestra puerta y el agua de coco bebida despacito, como miel brillante amarillenta?

¡Oye, el pueblo canta señalando que jamás maniatarán nuestras almas, nuestro ideal perpetuo, nuestra vida serena!

Extraño, sí, me muero por estar con todos y deseo continuar alejando a las tenebrosas sombras de la noche ciega. Pero no decaeremos, de la libertad somos amos, señores y dueños.

Allá, en la cima, nos esperan.

¡Fuera cuervo que se nos hace tarde y deseamos ya escalar nuestras sierras mientras el pueblo entona canciones de trincheras!

¿Los escuchas?

¡FUERA CUERVO! ¡FUERA!

Cinco hombres van subiendo

a la cima del Turquino

recogiendo muchas flores

de heroísmo en el camino.

En la estrella solitaria

hay un nombre en cada pico

¡cómo ondea la bandera

orgullosa de sus hijos!

HASTA LA VICTORIA SIEMPRE

Adriana Vega (9-10-2004)